Blue Sicily, il mare che innova

Un pubblico attento in sala e un dialogo che si è preso il tempo di scendere nel dettaglio dei bandi, delle filiere e delle storie di chi il mare lo vive ogni giorno: Blue Sicily – Il mare che innova, ha acceso i riflettori su un ambito strategico per la Sicilia, l’Economia del Mare, tracciando la rotta per il futuro. Il video integrale di questo appuntamento di Connessioni Digitali promosso da Innovation Island in collaborazione con il Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, è ora disponibile.

Non pescare di più, ma valere di più

Il filo conduttore dell’incontro, moderato da Nino Amadore, è stato chiaro fin dalle prime battute: la sfida per la Sicilia non è pescare di più, ma aumentare il valore che la risorsa mare riesce a generare sul territorio. Un principio che l’economista Sebastiano Bavetta ha usato come cornice per il confronto, insistendo sul passaggio da una lettura del mare come semplice settore produttivo a una visione più ampia, di ecosistema economico, culturale e sociale.

I 116 milioni del FEAMPA e la sfida della qualità progettuale

Ad aprire il capitolo istituzionale è stato Giovanni Cucchiara, Dirigente Generale del Dipartimento della Pesca Mediterranea, con un focus sull’architettura del FEAMPA 2021-2027: la Sicilia si è aggiudicata il 20% dell’intera dotazione nazionale, pari a 116 milioni di euro, grazie al maggior numero di marinerie e chilometri di costa del Paese. Ma i fondi non bastano da soli: è indispensabile che vengano presentati progetti di qualità, ben strutturati e inseriti in una coerente logica d’insieme. Un passaggio chesi lega al tema dell’innovazione inclusiva, con l’impegno del Dipartimento a supportare la piccola pesca artigianale attraverso le Unità Operative Territoriali.

Acquacoltura, tra acquaponica e nuove competenze

Donatella Manzo, del Servizio Acquacoltura e Interventi di Diversificazione della Pesca, ha approfondito perché puntare sull’acquacoltura sia una scelta strategica per il territorio, ma non solo. Ha anche focalizzato l’attenzione sui bandi dedicati a questo settore attualmente aperti, tra cui uno per impianti di nuova generazione e ammodernamento tecnologico. Il consiglio è circondarsi di competenze multidisciplinari, non solo biologiche ma anche tecniche e impiantistiche.

Dalla barca al mercato: il valore si difende a bordo

Con Giacomo Tommaso Fascetto, del Servizio Trasformazione Ittica e Interventi Strutturali della Pesca, il confronto si è spostato sulla filiera. Fascetto ha avuto modo di constatare che il settore corre “a due velocità”: da un lato la piccola pesca artigianale, schiacciata da una normativa europea pensata per la grande flotta industriale; dall’altro la trasformazione e commercializzazione, dinamica ma frenata dall’incertezza sulle forniture locali. Gli interventi del Dipartimento puntano proprio a fare in modo che lo sviluppo non lasci indietro nessuno.

L’identità come motore economico

Leonardo Catagnano, del Servizio Sviluppo Locale e Identità Culturale, ha portato il discorso su un terreno spesso sottovalutato: la storia della pesca siciliana e di un patrimonio patrimonio culturale da attivare e non solo da conservare. Catagnano ha usato un parallelismo efficace con il mondo agricolo: la pesca non deve diventare solo ittiturismo, così come la promozione dell’agricoltura non si esaurisce nell’agriturismo.

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